Conditum Paradoxum
l’antico vino speziato romano che ha dato origine al vin brulé
Nel precedente articolo abbiamo raccontato i tanti nomi e le tradizioni europee legate al vin brulé. Ma per capire davvero da dove nasce questa bevanda invernale così amata, bisogna fare un salto indietro di duemila anni, ai tempi dell’Impero Romano.Perché la prima versione “ufficiale” del vin brulé compare proprio lì: in un manoscritto che è considerato il primo libro di cucina della storia.
📜 Il De re coquinaria: il primo libro di cucina della storia
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📜 Il De re coquinaria: il primo libro di cucina della storia
Il De re coquinaria è attribuito ad Apicio, vissuto nel I secolo d.C., un gourmet affascinato dalle spezie provenienti dall’Oriente, dal vino e dai sapori complessi. Il testo raccoglie centinaia di ricette romane, dalle più semplici alle più elaborate, e tra queste compare una preparazione destinata a diventare un’antenata illustre del vin brulé: il Conditum Paradoxum.

Conditum Paradoxum (Apicio, De re coquinaria). Foto Wikimedia Commons.
Cos’era il Conditum Paradoxum?
Il termine conditum significa “preparato” o “aromatizzato”, mentre paradoxum richiama l’idea di qualcosa di sorprendente.
Era un vino speziato, dolce e profumato, servito nei banchetti e considerato una bevanda prestigiosa.
La ricetta originale riportata da Apicio suggerisce di mescolare al vino:
- miele o datteri
- pepe
- cannella e cassia
- foglie di alloro
- zenzero
- cardamomo
- zafferano
- nardo
e un tocco di mastice di Chios, resina aromatica dall’aroma balsamico.
L’elenco racconta molto del mondo romano: spezie che arrivavano da India, Arabia ed Egitto attraverso rotte commerciali lunghissime, profumi esotici e preziosi, ingredienti riservati ai ceti più ricchi.

Cosa ha in comune con il vin brulé moderno?
Sorprendentemente, quasi tutto.
Il vino come base.
Le spezie calde: cannella, zenzero, pepe.
Un elemento dolce: miele o dattero.
Il calore: il vino veniva scaldato per amalgamare gli aromi.
L’uso conviviale: si beveva in gruppo, nei banchetti e nelle feste.
Il Conditum è quindi la prima codifica scritta di un vino caldo aromatizzato, molto simile nell’intenzione e nel risultato al vin brulé che conosciamo oggi.
🏺 Una bevanda che unisce passato e presente
La storia del vin brulé attraversa epoche diverse: nell’antica Grecia e a Roma era una bevanda “medicinale” e conviviale; nel Medioevo diventò un vino speziato venduto nelle piazze; nelle corti europee del Rinascimento era un lusso profumato.
Oggi è parte del nostro immaginario invernale.
Il filo conduttore non è solo il vino caldo, ma l’idea di protezione, calore e condivisione.
La reinterpretazione Silkflair
A questa storia millenaria abbiamo voluto rendere omaggio con una nostra versione del Conditum Paradoxum.
Nella Edizione Speciale Silkflair trovi:
- due fiale di vin brulé versione Silkflair
- una fiala dedicata al Conditum Paradoxum ispirata alla ricetta di Apicio
- una pergamena che riporta il testo originale tratto dal De re coquinaria, in latino, con la sua traduzione.
Un modo per riportare in vita un frammento di storia culinaria e rendere il vin brulé non solo una bevanda invernale, ma un gesto culturale. Ogni sorso è un ponte tra presente e passato.
🥂 Una tradizione che continua
Che si tratti di Conditum Paradoxum o di vin brulé, il gesto è lo stesso da secoli: scaldare il vino, aggiungere spezie, condividere un momento.
Alla salute!
... e benvenuti in Silkflair, dove il gusto incontra le storie.
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Article credit : Kerala Tilo
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